Antropologia e diritti umani: tra il silenzio e la voce

Scrivere sul silenzio è una faccenda paradossale. Lo stesso atto linguistico che enuncia, fa svanire la forza dell’enunciato, nella misura in cui le parole riempiono il vuoto, una volta occupato dal silenzio. Questa constatazione, quindi, dissolve il suo carattere di apparente paradossalità, quando si percepisce che il silenzio non è misura di sonorità ambientale e nemmeno vuoto. La scritta produce il silenzio e tutta l’opera afferma, sottolinea, risalta, ma anche esclude e silenzia. In verità, la persistenza del silenzio rivela più di quello che nasconde, ovvero, rivela nel nascondere.