Il Museo Nazionale di Praga e la costruzione dell’identità ceca

Il Museo Nazionale di Praga è importante e interessante non solo per quel che contiene, ma per come è giunto a esistere e a ottenere e a conservare gli oggetti esposti nelle sue vetrine o conservati nei depositi, siano essi esemplari di trilobiti, oranghi impagliati, scheletri di balena, meteoriti, argenti medievali, tapa delle Samoa, spadoni in bronzo celti, scheletri di antichi slavi o collane di ali di coleottero shuar. Non solo la storia della costituzione del museo mostra l’evoluzione non solo delle specie e delle culture, ma anche delle ideologie e dei regimi, ma anche la sua costruzione fisica come personificazione della nazione e della sua migliore intelligenza è importante, forse anche di più. Il fatto poi che il Museo Nazionale sia al centro di avvenimenti politici avvenuti dentro e nelle immediate vicinanze delle sue auguste mura dà a un’istituzione minacciata di ossificazione e in preda a una certa crisi di identità una ragione di vita postmoderna, in quel suo essere un ossimoro in pietra. Infatti è contemporaneamente un’affermazione di realtà ufficiale, con aspirazione all’immortalità, dello stato nazione come si rappresenta nella storia al pubblico di cittadini e a quello delle altre nazioni, e una contro-storia che smentisce quell’immortalità con i cambi di regime che esiliano o promuovo padri della nazione nel Pantheon, sponsorizzano o proibiscono lo studio di radici etniche e antenati archeologici, collezioni esotiche e associazioni hobbystiche.